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Feb 27, 2018 Lifestyle, Società
Dopo il nostro articolo sulla lingua inglese e la difficoltà degli Italiani, giovani e non a parlarla, ci sono arrivati molti post, note, ecc.
Riassumendo, gli Italiani giudicano l’inglese una lingua difficile, strana da avvicinare, terribile da capire e conoscere bene.
Tutto questo è vero. Cerchiamo di capirne i motivi.
Esistono nella pratica molte lingue inglesi, tutte hanno la stessa base, ma differiscono molto per la pronuncia, l’accento e l’uso delle parole.
Prima fra tutte, c’è la lingua inglese British, la più perfetta, elegante, universale.
Poi c’è l’inglese made in USA, con parole con grafia diversa, a volte un significato diverso e soprattutto un accento e una pronuncia, spesso assai differenti.
Poi c’è l’inglese dell’Australia, della Nuova Zelanda, del Sud Africa, del Canada, delle ex colonie inglesi africane, ormai totalmente indipendenti dal Regno Unito. E tutte hanno una propria impronta, un proprio taglio, che spesso porta a capire poco.
E ancora, all’interno della Gran Bretagna e degli Stati Uniti la lingua ha cambiamenti di accento e pronuncia, a seconda delle Contee e degli Stati. Un abitante di Liverpool, per esempio, parla con un accento molto diverso da un Inglese nato e vissuto a Oxford, al punto da affermare che l’inglese più puro sia il cosiddetto Oxbridge, made in Oxford e Cambridge.
Nel nostro pezzo precedente accennavamo a Bob Dylan. Il bardo americano viene da Duluth nel Minnesota, dove l’accento, anche per orecchie abbastanza allenate è molto ostico, mentre, per esempio, chi arriva da Boston parla in maniera molto più comprensibile. Se ricordate il Presidente Obama, il suo inglese è molto chiaro e comprensibile.
Un altro dettaglio: per imparare bene l’inglese i corsi e lo studio servono, senza dubbio, ma fino a un certo punto. Anche i corsi per i vari Toefl e via andando sono utili per passare queste certificazioni, ma non sono una garanzia della padronanza dell’inglese.
L’inglese va imparato sul posto, comunicando con la gente, dimenticando luoghi come Londra o New York, troppo pieni di stranieri r Italiani.
Padroneggiare l’inglese vuol dire non avere difficoltà con nessun accento, a conversare, discutere, soprattutto di aspetti lavorativi. Qualcuno sostiene che per padroneggiare veramente l’inglese bisogna avere rapporti di lavoro per sei mesi al minimo, con un inglese british, un americano from USA, un australiano, un neozelandese, un sudafricano e un australiano.
E questa non è una nuova barzelletta…
Mauro Pecchenino
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