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Apr 05, 2018 Attualità, Italia
A Rigopiano un anno fa, ci fu una tragedia immane.
In questi giorni, l’area della tragedia è stata visitata da un buon numero di visitatori che si sono dedicati a selfie, picnic, schiamazzi.
A volte la cronaca giornalistica sembra dettata da un’ispirazione surreale. Come è possibile che in un Paese che si crede civile possano avvenire episodi di tale bassezza?
In un primo momento di sgomento sembra difficile rispondere poi, se si approfondisce, anche poco, si capisce più o meno il perché.
In Italia, la scuola non insegna e non giudica più. Sono stati aboliti molti esami finali e in pratica le verifiche sono state abolite dalla scuola dell’obbligo.
Sparite le interrogazioni, con la sua fase preparatoria e i relativi patemi d’animo, e i voti, in nome di una scuola inclusiva che appiattisce tutto, tutto diventa piatto, anche i talenti che potrebbe esistere.
Tutto piatto, mediocre e l’unica fonte di conoscenza, l’unico libro di testo rimane il telefono cellulare, insieme ai vari FB, Instagram e compagnia.
L’ignoranza dilaga e si vede, è tangibile. L’unica scrittura conosciuta è sui social e si va da: ammoree, a fantasticooo, meravigliosoooo, bellaaaa, fino a un proliferare di faccette.
Libri e giornali da leggere, neanche a pensarci.
E quando i giovani crescono, con questo background, e con i genitori ormai incapace a dire qualche No, al massimo si riuniscono in un gruppo chiuso a masturbarsi mentalmente, intorno al divetto o divetta da quattro soldi, che ‘li fa impazzzzireee’.
Un quadro desolante che noi cronisti siamo costretti a vedere e raccontare, con mal di stomaco e la preoccupazione che, chi ha talento e forza, deve farcela da solo, perché nessuno, a parte qualche docente o genitore più strutturato, lo aiuterà, in un mondo ‘inclusivo’ che poi esclude troppo spesso ciò che si costruisce di buono.
Poi, accadono gli episodi come quello recente di Rigopiano e non ci si deve stupire.
Ai social l’ardua sentenza e ai loro quotidiani, beceri litigi da latrina puzzolente.
Mauro Pecchenino
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