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Feb 09, 2022 Lifestyle, Società
Durante gli anni del dopo guerra sono emersi, nel panorama politico italiano, diversi personaggi di spicco, dalle forti personalità, che hanno dedicato la propria vita alla politica e al servizio del paese. Tra questi vi è certamente Luciano De Pascalis. Nasce nel 1923 a Pola, capoluogo dell’Istria, allora italiana, dove consegue la maturità classica. Negli anni della seconda guerra mondiale riesce a fuggire a Roma, evitando l’arruolamento nell’esercito tedesco. A Roma si laurea in giurisprudenza e nel 1946 si iscrive al Partito d’Azione. Al suo scioglimento, nel 1947, aderisce al Partito Socialista, impegnandosi interamente nell’attività politica per tutta la sua vita ed iniziando un percorso che lo porterà a diventarne uno dei principali protagonisti. E’ un periodo di ricostruzione dell’Italia post bellica, dove necessitano politici preparati, formati all’arte della politica, in grado di dedicarsi al bene pubblico. Nel Partito Socialista è vice segretario nazionale Rodolfo Morandi, che intende creare le strutture organizzative del partito e dotarlo di quadri dirigenti adeguati, funzionari a tempo pieno. Luciano è un suo pupillo e Morandi lo manda a Pavia (che Morandi ben conosce avendone frequentata l’importante Università), con il compito di creare l’organizzazione provinciale della Federazione socialista. Luciano De Pascalis s’impegna con entusiasmo nel processo di costruzione sul variegato territorio delle sezioni in ogni paese e dei nuclei socialisti nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nel mondo della cultura. Dirige il giornale “La Plebe” e diventa il leader del partito in provincia.
Nel 1950 è eletto segretario provinciale della Federazione socialista e ricopre diverse cariche pubbliche: consigliere comunale al Comune di Pavia, consigliere all’Amministrazione Provinciale, consigliere in vari enti pubblici. Nel 1956 entra nella Direzione Nazionale del Psi dove si occupa degli Affari Esteri e successivamente, diventato stretto collaboratore del segretario nazionale, Francesco De Martino, assumerà la carica di amministratore finanziario del partito. Nel 1963 è eletto alla Camera dei Deputati nel collegio Milano – Pavia ed è componente della Commissione Bilancio e Programmazione Economica. In questo ruolo s’impegna con competenza nell’attuazione della programmazione economica del primo Governo di centro sinistra, riprendendo le idee di Ezio Vanoni. E’ uno dei maggiori candidati alla carica di ministro, ma alcuni settori insinuano dubbi sulla sua fuga a Roma per sottrarsi all’arruolamento nell’esercito tedesco durante il periodo bellico. Si tratta di un’evidente manovra tesa ad impedirgli la nomina a Ministro. Un’apposita commissione scagionerà, poi, De Pascalis da ogni accusa e dimostrerà la sua piena buona fede.
Ho conosciuto Luciano De Pascalis nel 1972 e ho intrattenuto una solida amicizia per molti anni, fino alla sua scomparsa, nel 1994. Ogni fine settimana, quando tornava da Roma (nel 1972 era ancora componente della direzione nazionale del Psi e braccio destro del segretario, Francesco De Martino) lo incontravo nel suo ufficio ed ascoltavo le sue acute osservazioni sulla situazione politica nazionale ed internazionale. Lo osservavo ammirato per la sua sapienza, non sola politica ma culturale, a tutto campo. Mi dava puntuali consigli, rivedendo in me la sua gioventù, di giovane funzionario, avendo, anch’io, allora, scelto di impegnarmi totalmente nella vita politica. A Pavia capeggiava un gruppo di minoranza nel partito, mentre prima aveva esercitato, per oltre vent’anni, una leadership assoluta. Lo invitavo sempre a partecipare a dibattiti, convegni, manifestazioni, dove i suoi interventi erano seguiti con interesse ed erano ammirati da parte di vari esponenti politici e del mondo culturale pavese. Riusciva, magistralmente, a tratteggiare un quadro sintetico della situazione a livello internazionale, europea e italiana, all’interno del quale collocava poi i suoi ragionamenti e le sue conclusioni (Continua…)
Carlo Bolognesi
(Sociologo)
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