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Feb 17, 2009 Terza Pagina
Quando si entra in libreria in questi nostri tempi travagliati è facile fare conoscenza con romanzi che non valgono nulla.
Il vuoto assoluto è spesso il protagonista dei libri che vanno nelle classifiche italiane.
Cosa offre la letteratura dei nostri giorni: pseudo inchieste giornalistiche di facile sensazionalismo, ritratti autobiografici di mezze calzette uscite dal mondo della Tv, spaccati di vita di “attricette” dall’alzata facile, o calciatori miliardari che ci raccontano le loro prodezze fuori dal campo di gioco.
E poi, ogni tanto qualche romanzetto di solito “strappacore” che si trasforma facilmente in film dove è difficile stabilire se è più scarso il libro o il film.
Ogni tanto, in mezzo a questo campo di pochezza si erge per fortuna qualche campione: un Umberto Eco che è sempre un bel leggere, una Dora Lessing che coinvolge pagina via pagina, un Hanif Kureishi che dal suo primo libro: “Budda delle periferie”, non sbaglia un colpo e ci porta con la sua prosa moderna e un pò alla Celine nella Londra di oggi, da sempre la capitale del mondo che guarda avanti.
E proprio l’autore anglopachistano è arrivato in Italia con la traduzione del suo ultimo lavoro: “Ho qualcosa da dirti” ( “Something to tell you” in originale ), uscito per i tipi della Bompiani.
Un bel libro, con una storia d’amore che finisce e riprende sul filo rosso del sesso, il tutto condito da un pò di fetish, un pizzico di humour, qualche close up su Londra e tanta attenzione ai rapporti tra le persone.
Non diciamo altro a parte invitare chi ci segue alla lettura.
Bianca Fontanelli
happy wheels
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