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Feb 13, 2011 Attualità, Italia
Giorgio Gaber cantava, io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Credo che oggi in molti si sentano ben rappresentati più che altro da un senso di smarrimento generale, che ci ha portato, forse, a perdere l’orientamento.
Dai guelfi ai ghibellini, poco è cambiato.
Riusciamo ad accenderci solo quando si tratta di dividersi in fazioni contrapposte.
A questo siamo relegati storicamente in questo nostro Paese?
Non è sempre o bianco o nero dice qualcuno.
Evidentemente ci siamo allineati bene nel farlo in tutto, e a scaldarci sempre e per qualsiasi cosa come fossimo tifosi di calcio, perdendo di vista ben altre cose.
Non vorremmo che fosse dannatamente vero ciò che affermava il filosofo americano e teorico della comunicazione Noam Chomsky, quando allertava la gente a non farsi tentare di dover ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari ed ignoranti.
E noi, ogni sera, facendo zapping in un palinsesto televisivo sempre più mediocre, che ci propina Grande Fratello e stupidaggini varie ed eventuali, comprendiamo ancor meglio ciò che Noam Chomsky intende.
A buon intenditore poche parole.
Difficile cercare e ancor di più trovare la bussola in un’Italia che ha perso identità e si sta pericolosamente avvicinando all’Egitto, che deve scendere in piazza per ritrovare se stesso.
Alfonso della Mura
happy wheels
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