La prima grotta non si scorda mai
August 18, 2010 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
FaP’s Picture from Flickr.com
Incastonato come un gioiello nelle colline di Romagna, il “Parco della Vena del Gesso”, per il suo paesaggio carsico movimentato da boschetti e dirupi di grande interesse naturalistico, rappresenta il luogo ideale per visitatori di ogni genere e età.
E’ una formazione geologicamente giovane (6 milioni di anni), formatasi per deposizioni di gesso in imponenti bancate, successive all’ evaporazione di estese lagune marine. Vi si possono trovare nell’ adiacente Cava del Monticino numerosi ritrovamenti fossili di vertebrati terrestri esotici come rinoceronti, coccodrilli e varani.
L’ affioramento del gesso, che tutela la più importante emergenza gessosa della Penisola Italiana, si sviluppa in un susseguirsi di rupi spettacolari, importanti fenomeni carsici, grotte, abissi a sviluppo verticale, inghiottitoi e risorgenti. Per la straordinaria varietà della sua morfologia e la tipicità della flora e della fauna, ha influenzato favorevolmente il microclima lasciando anche il segno nella storia e nella vita degli uomini. Da una parte, crinali verdi – azzurrini, dall’ altra, oltre ai calanchi, la pianura biancheggiante bordata dalla linea del mare.
Si presta a diverse attività escursionistiche: dalle passeggiate lungo i sentieri del Parco Carnè alle visite speleologiche delle grotte.
Una delle più belle e conosciute dell’ intera Vena del gesso Romagnola è la Tanaccia che rappresenta un percorso con ambienti suggestivi, arricchiti da interessanti fenomeni carsici e discese emozionanti: accompagnati dalle luci dei caschi, ammiriamo gallerie scavate nel gesso dal limpido torrente sotterraneo. In età preistorica erano utilizzate come ricovero e in profondità come luogo di culto del dio delle acque, il cui scroscio si udiva negli abissi.
Risalendo i crinali, sulle colline di Borgo Rontana il Relais Varnello può ospitarvi tra vigne e uliveti da cui viene tratto il vino sangiovese autoctono e il raro olio extra vergine di oliva “Brisighello”.
Il casale è un antico fabbricato rurale con portici, verande, piscina e parco naturale; offre anche suite benessere con sauna finlandese privata ed è noto per la eccellente ospitalità.
Ed ecco Brisighella:
il cuore antico del paese batte dal lontano medioevo con le sue viuzze acciottolate, le sue torri merlate. Un’ atmosfera che fa tornare alla mente cavalieri, dame, amori e veleni e che risplende nel mese di giugno di ogni anno con rappresentazioni sacre e profane. Cortei, spettacoli, mercati e mostre fanno rivivere la cultura, i modi di vita e il pensiero del Medioevo. E’ d’ obbligo percorrere la suggestiva “Via degli asini” caratteristica strada sospesa che si apre ad archi sul paese sottostante, unica al mondo. Un tempo, i birocciai, vi tenevano le loro le stalle per gli animali, oggi, ospita caratteristiche botteghe dove possiamo trovare prodotti tipici artigianali.
Tra i vari Ristoranti vi consigliamo La Grotta, scavato proprio nella vena del gesso. In un’atmosfera elegante, si possono gustare piatti classici regionali, rivisitati con un tocco creativo. Un vero connubio tra arte e cucina.
E per… una sera romantica, il Ristorante “ L’ Infinito”. Una costruzione del ‘400, ristrutturata recentemente che suscita un’ insieme di emozioni per la vista panoramica sulle colline circostanti, per i suoi angoli particolari come il giardinetto, ed alcune parti in gesso a cristalli tipico della zona, il tutto allietato da una cucina legata al territorio, con primi piatti fatti rigorosamente al mattarello, tartufo e porcini; ogni prodotto rispetta la stagione e la freschezza.
Ancora, a pochi chilometri da Brisighella, Villa Corte in stile Liberty, contornata da un parco meraviglioso con servizio di bed and breakfast.
L’ antica corte racchiude un delizioso giardino e piante pregiate, che regalano un ambiente affascinante e rilassante. Una residenza raffinata e signorile, che ha mantenuto i caratteri originari delle ville settecentesche, riportando alla luce con la sapiente ristrutturazione tutto il suo splendore.
E’ una proposta per un insolito week – end alla scoperta, sotto i nostri piedi, di un mondo affascinante, fatto di meravigliosi cristalli, un vertiginoso “viaggio nel tempo”, attraverso la complessa storia geologica del territorio.
Carla Aghito
Proust e il suo tempo ritrovato
August 12, 2010 by admin
Categoria: world wide
Parigi
Un piccolo museo, con mostre di nicchia, per palati fini.
Il Musée des lettres et manuscrits, si trova in fondo a boulevard Saint Germain a Parigi. Lo ribadiamo, non è un luogo che consigliamo al turista frettoloso che va nella capitale francese per cercare atmosfera e romanticismo, insieme ad una manciata di monumenti da ammirare con la guida in mano. E’ un luogo per chi vuole meditare sui ricordi lasciati, soprattutto per iscritto dai grandi della storia, della letteratura, dell’arte in senso ampio. Non ci sono cose spettacolari da vedere in questo museo, ma si ammirano le grafie dei grandi, le lettere che hanno inviato ad amici, amori, sodali, conoscenti. In questi giorni, tocca al genio di Marcel Proust essere in primo piano. La mostra si intitola “Proust, du temps perdu au temps retrouvé” , curata da Estelle Gaudry e fa battere il cuore a chi da sempre ammira l’autore de La Recherche: ci sono i suoi disegni, gli schizzi veloci e quasi infantili, le tante lettere che ha scritto, tanti appunti delle sue idee e riferimenti alla sua opera monumentale.
Una mostra difficile e facile insieme, immediata, nella sua ricercata semplicità, trasmette in maniera originale lo spirito e la creatività di uno scrittore che ci ha lasciato un’opera gigantesca e indimenticabile che tutti dovrebbero, almeno in parte, leggere e rileggere.
Uscendo da questo palazzo del Quartier Latino, si ha la sensazione di aver visto una Parigi diversa, una capitale impareggiabile della cultura mondiale, una maestra del sapere per tutte le generazioni. Poi si passa la Senna e i bistrot ci riportano ad un oggi che, per molti aspetti, ha lasciato intatta la capitale francese, nel suo ruolo di guida delle arti, sotto tutte le sue più sofisticate declinazioni.
Mauro Pecchenino
It’s not only rock’n’roll baby!
August 8, 2010 by admin
Categoria: terza pagina
Id-iom Picture from Flickr.com
Un percorso espositivo, un calendario di concerti e addirittura una serie di serate dedicate al cinema; quando si parla di manifestazioni artistiche eclettiche, forse decisamente si pensa ad esperimenti quali il format assunto da questa collettiva, ospitata a Milano presso la Triennale sede Bovisa fino al prossimo 26 settembre: It’s not only Rock’n’Roll, Baby! Ripresa di una mostra già svoltasi al Bozar di Bruxelles, questa seconda edizione milanese raccoglie le testimonianze di 12 musicisti rock che hanno deciso di raccontare sé stessi e il mondo anche attraverso le arti visive, per dimostrare che l’essere artista è uno stato personale che prescinde dalla forma di espressione con la quale ci si intende manifestare all’esterno. I nomi degli artisti che espongono sono internazionali e spesso anche altisonanti: Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherty, The Kills, Herman Dune. La mostra è stata concepita dal più “rock’n’roll” di tutti i curatori, Jérôme Sans, fondatore ed ex-direttore del Palais de Tokyo di Parigi, oggi direttore del Centro Ullens per l’Arte Contemporanea di Pechino. L’interesse di Jérôme per gli artisti che esplorano le più diverse discipline culturali, lo ha portato negli ultimi quindici anni a presentare gli aspetti meno noti di alcuni dei personaggi più famosi della scena internazionale.
Il risultato è una mostra gradevole, anche se forse viene da pensare che queste opere siano esposte più per il ruolo che i loro creatori hanno avuto all’interno del panorama musicale, che per la loro reale apprezzabilità artistica. Camminando per le sale della mostra si incontrano i dipinti fatti col sangue di Pete Doherty, le polaroid intime in bianco e nero di Patti Smith, i collage di Antony…fino ad arrivare all’ultima sala, dedicata interamente all’ex Bluvertigo Andy, unico italiano presente, che sicuramente ha realizzato i lavori di maggior impatto visivo. Unico neo: se non fosse per l’uso dei colori fluo, il suo lavoro non si distaccherebbe per nulla da tante opere pop che siamo già stati abituati ad apprezzare in altre sedi ed in altri anni. Più originale l’idea del variopinto manichino porta i-pod con i capezzoli che si trasformano in margherite-casse acustiche… Altra opera divertente e di sicuro impatto è il prototipo di zatterone in colori decisamente accesi che oltre a servire da calzatura (un po’ scomoda direi…), ha le corde e si può suonare come una chitarra, come ci mostra un video in cui è illustrata una performance ideata dalle artiste, le Chicks on Speed.
L’aspetto forse più interessante dell’iniziativa resta comunque il già citato eclettismo del format scelto: l’estate infatti vedrà il susseguirsi di tutta una serie di iniziative e spettacoli molto interessanti che ruoteranno attorno alla mostra. In primis è previsto un calendario di concerti senz’altro apprezzabile, che vede impegnati chiaramente anche molti degli artisti che espongono le loro opere all’interno della mostra: si rispolverano anche vecchie glorie sempreverdi quali la grande Patty Smith, che per l’occasione si presenta con una scelta di brani ed atmosfere che lei riserva unicamente alle iniziative legate al mondo dell’arte. La chiusura è lasciata invece ad Herman Dune, un’artista che ha iniziato la sua carriera realizzando come sue prime opere copertine di album e che, in questa sede, espone in prima persona e presenta nuove canzoni.
Anche la rassegna cinematografica proposta rivela qualche buona sorpresa: si tratta di un percorso che racconta le vite di personaggi borderline, dagli anarchici perdenti urlanti di Ex Drummer, alla storia vera di Nathaniel Ayers, violoncellista homeless (Il solista). Pellicola degna di nota è, ad esempio, il Giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola, un bello spaccato degli anni ’70, tra rivoluzione sessuale e grandi cambiamenti.
Barbara Pellegrini
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Calendario concerti previsti da oggi alla fine della mostra:
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Calendario proiezione pellicole previsti da oggi alla fine della mostra:
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Domenica 12 settembre, ore 21.00: Patti Smith |
MARTEDì 27 LUGLIO, ore 22.00: STELLA di Sylvie Verheyde. |
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Giovedì 16 settembre, ore 21.00: Luca Leoni |
MARTEDì 3 AGOSTO, ore 21.30, OMAGGIO A DENNIS HOPPER, VELLUTO BLU di David Lynch |
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Giovedì 23 settembre, ore 21.00: Herman Dune |
MARTEDì 24 AGOSTO, ore 21.30: BERLIN CALLING, di Hannes Stor |
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MARTEDì 31 AGOSTO, ore 21.30: BREAKFAST ON PLUTO di Neil Jordan, |
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MARTEDì 7 SETTEMBRE, ore 21.30 :JOHNNY SUEDE di Tom DiCillo, e, a seguire, CRY BABY di John Waters. |
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MARTEDì 14 SETTEMBRE, ore 21.30: IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE di Sofia Coppola |
Meeting Anuna ( part 1 )
August 8, 2010 by admin
Categoria: world wide
Many times these pages have been the starting spot for explicit attacks towards music’s current status quo, the decay of quality and the disrepair of musical education for young generations. We believe in this ideas, and we will keep them on our banner, and meanwhile we keep hoping this lethargy will come to an end and keep working towards that direction. In consistency with this position of ours, with this article we are going to put under the spot-light the fact that there still are some “happy islands” which keep nourishing this art in a way that is as accurate as – for this very reason – anachronistic, and its fruits should be picked and jelously kept by all those people who, as well as the person who is writing, direct their efforts towards the re-discovery of this (almost) lost treasure.
It takes just an effort of will to rise above the haze (thick but only ethereal actually) of the artificial musical products by the offer of which our ears are constantly chased. All we need is to clear our minds, and here we are, above the world and all its advertisements.
Nothing but silence around us, together with the space in which we can take care of our concentration and our imagination. We just have to take a look around, and direct our sight wherever we want to: in Ireland, for example. We fly lower, without paying attention to the haze which now has no more effect on us, and with the only power of our thoughts and the support of the Internet we get to Dublin, with no need to take the ferry from Liverpool.
Here, in Yeats’s hometown, which forever will live in the hearts of James Joyce’s readers, lives a man, Michael McGlynn, and his creature as well, which is turning more and more from being a simple happy island to being a real world: Anuna.
A group of singers, both men and women, creating a musical choir that is absolutely unique and among the most interesting ones in the world.
Enrico de Zottis
Dalle Murge a Trani: la Puglia da scoprire
August 8, 2010 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
G.L.o Picture from Flickr.com
Quando si sente parlare di Puglia si sente nominare quasi esclusivamente il Salento leccese, con le sue spiagge strepitose e i suoi affascinanti centri storici barocchi. Questa terra, però, in tutta la sua estensione, nasconde paesaggi multiformi, disomogenei tanto dal punto di vista geografico e morfologico quanto da quello storico e culturale. Percorrendo la regione – suddivisa in quattro unità subregionali ossia, il Promontorio del Gargano, il Tavoliere di Puglia, le Murge e la Penisola Salentina – le terre e i colori mutano continuamente e l’orizzonte promette sorprese mai scontate. Gli altipiani delle Murge, con la loro campagna brulla e fascinosa al contempo e il loro inconfondibile clima fresco, potrebbero concedere ai turisti che vogliono fuggire dal caos e dall’afa delle grandi metropoli e dalla mete estive più gettonate, giorni di autentico relax tra natura, cultura e bontà gastronomiche. Per apprezzare appieno la visita vi consigliamo di pernottare inizialmente nel centro storico di Alberobello. Vi segnaliamo un delizioso e accogliente B&B “Trulli e Puglia” che vi permetterà di vivere l’esperienza indimenticabile di riposare in un trullo. Oltre a visitare il centro storico della città, divenuto patrimonio dell’UNESCO nel 1996, imperdibili e non molto distanti sono le Grotte di Castellana. Queste ultime sono le più grandi grotte carsiche d’Italia – 3 km di percorso e poco più di 70 metri di profondità – e vennero scoperte nel 1938 dallo speleologo lodigiano Franco Anelli; prima di allora, numerose ed inquietanti furono le leggende che si diffusero legate a queste cavità amene. E’ possibile visitare le grotte accompagnati da guide esperte che descrivono l’affascinante e silenziosa azione erosiva dell’acqua che, insinuandosi nella terra, plasma uno spettacolare complesso di grotte, cavità e cunicoli. Per una giornata di mare, nelle vicinanze, sono raggiungibili due località: Capitolo, per chi vuole concedersi una giornata “movimentata”, è il centro in cui si concentra gran parte della movida estiva pugliese per le sue splendide spiagge, eventi, aperitivi e locali notturni decisamente chic; Torre Guaceto (già parte dell’alto Salento), invece, è una riserva naturale raggiungibile esclusivamente a piedi o in bici, è ideale per chi ama la natura selvaggia e incontaminata e per chi è curioso di scoprire i fondali marini: infatti, armati di maschera e pinne, anche a poca distanza dalla riva, è possibile ammirare numerose specie marine. Questa riserva, inoltre, è la prima in Puglia in cui la specie di tartaruga Caretta Caretta in via di estinzione, si riproduce deponendo le sue uova sulla spiaggia. Dopo tanta fatica è giusto godersi la tavola e apprezzare le specialità autoctone…vi consigliamo a Fasano Il Rifugio dei Ghiottoni che propone piatti di carne e pesce, pasta fresca, ottimi vini locali, tutto rigorosamente di tradizione pugliese, oppure L’Aratro ad Alberobello, un po’ più spartano ma con un’ottima cantina e dei piatti da leccarsi i baffi. Giungendo nel cuore della Murgia, si può pernottare per un paio di notti ad Altamura; a tal proposito di consigliamo l’agriturismo La Madonna Dell’Assunta, che vi accoglierà in una magnifica masseria ristrutturata, sorta inizialmente come monastero risalente al 1600. Per chi apprezza le escursioni in bici o a piedi, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ne organizza qualcuna davvero interessante; ad esempio “Tracce nella roccia” prevede come prima tappa il Pulo di Altamura, dolina carsica nelle cui pareti verticali si aprono alcune grotte abitate dai cavernicoli della Murgia sin dalle età più antiche della preistoria. In questo itinerario è prevista anche la visita alla Masseria Lamalunga dove, nel 1993, in una profonda grotta – oggi visitabile virtualmente – è stato ritrovato lo scheletro di un uomo arcaico risalente a circa 150.000 anni fa e che gli abitanti del luogo chiamano “Ciccillo”. Altra escursione da non perdere è “Castelli in aria”, nei pressi di Corato, durante la quale vengono visitati il Castello Garagnone risalente al Medioevo e la Località San Magno, dove è stata portata alla luce una necropoli di sepolcri a tumulo del VII-V secolo a.C. di straordinario interesse. Per trascorrere un pomeriggio originale, vi consigliamo il Centro Ippico Il Firmamento, che oltre ad organizzare corsi di equitazione e gare nazionali annuali, propone passeggiate a cavallo all’interno del maneggio tra natura e passione per questi animali. Infine per allietare il palato vi segnaliamo l’Osteria Pein Assut nel centro storico di Altamura, e la Masseria Malerba (Contrada Sgarrone), in cui oltre alla degustazione dei piatti tipici locali tipo “u cutturidd”, ottima carne, funghi e tanto altro è possibile visitare il villaggio neolitico limitrofo del 5000 a.C. circa con tombe, fossati e scheletri di capanne. Prima di ripartire per la meta successiva, vi consigliamo di acquistare alcuni prodotti del posto, tra cui il Pane di Altamura D.O.P. di cui scriveva il grande poeta latino Orazio “sed panis longe pulcherrimus ultra callidus ut soleat umeris portare viator” (“ma il pane è veramente squisito che il viaggiatore scaltro suole portarselo sulle spalle”- Satire I, 5), il Padre Peppe famoso liquore di noci la cui ricetta fu elaborata da un monaco del ’600, e infine i latticini, vere e proprie leccornie. Proseguendo il viaggio, vi proponiamo gli ultimi giorni di pernottamento nella, recente di nomina, provincia BAT (Barletta-Andria-Trani); per questo vi consigliamo l’accogliente B&B “Intramuros” nel cuore del centro storico di Andria. A pochi muniti di auto dalla città, è possibile ammirare il capolavoro di federiciana memoria Castel del Monte, divenuto nel 2002 Patrimonio Mondiale UNESCO. Nelle immediate vicinanze, a Montegrosso di Andria per l’esattezza, vi segnaliamo il ristorante Antichi Sapori, esempio eloquente della filosofia Slow Food, che vi farà vivere vere e proprie emozioni olfattive e gustative e l’agriturismo Lama di Luna che accoglie i propri ospiti in una masseria del XVIII secolo e in cui si degustano i piatti e le ricette di questa terra, con una attenzione particolare alle materie prime coltivate biologicamente.
La nuova provincia è molto attiva anche di notte. L’iniziativa regionale “Città Aperte 2010”, che durerà fino al 24 settembre, prevede un intenso programma ricco di eventi in piazza, spettacoli per ragazzi, visite guidate e divertimento per la valorizzazione e la conoscenza dei beni artistici dei centri storici; in particolare vi evidenziamo le visite guidate delle Maschere Apotropaiche il prossimo 10 settembre e degli Stemmi Nobiliari il 24, entrambe ad Andria; imperdibile è anche il centro storico di Trani, particolarmente suggestivo di notte, con la sua Cattedrale e il Castello Svevo a strapiombo sul mare. Ahinoi, unica nota dolente di questo magico tour in una Puglia un po’ meno conosciuta, ma altrettanto sorprendente, è l’inefficienza dei mezzi pubblici…quindi le alternative consigliate sono l’automobile o, per i più coraggiosi, le due ruote! Buone vacanze.
Dafne Arnese
Un difficile mondo di grandi
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Si parla spesso di ciò che vivono gli adulti e di ciò che sono costretti ad affrontare; si parla di quello che vivono, delle fatiche e degli oneri a cui vanno incontro, delle mosse false e degli sbagli, delle avventure e dei problemi. Si dice che per essere adulti occorre scontrarsi con la vita vera.
O forse è scontrandosi con la vita vera che si diventa adulti. Anzi, che si diventa grandi.
Il mondo è popolato, gestito e pensato su di loro. Vien da chiedersi, allora, che fine abbiano fatto gli altri… i piccoli, i giovani. Coloro che hanno un piede di là e uno di qua. Vien da chiedersi cosa stiano facendo, cosa pensino e cosa provino di questo mondo da grandi. Perché quando si ha a che fare con loro, ci si scorda che qui ci sono anche alcuni che grandi non sono. Cosa dire, ad esempio, del divorzio e dell’essere figlio, del sopravvivere allo scontro di due o più grandi. Si usa osservare la faccenda dall’alto, da una prospettiva adulta e sempre più spesso economica. Certo, psicologi e terapeuti abbondano nel dare consigli e pareri su come coinvolgere i figli il meno possibile e qual è il risultato? Figli che crescono divisi tra liti e colpi bassi; parole che volano, scontri diretti e indiretti, stoccate all’indirizzo dell’ex coniuge facendosi scudo del “lo faccio per mio figlio” o “perché non capisce che così ci va di mezzo il bambino?”. Chi è genitore sicuramente risponderà che questo è il lavoro più difficile del mondo e che parlare è facile. E come dargli torto. Ma la questione rimane sempre questa: in un mondo tarato e misurato per grandi, i piccoli risulteranno sempre di troppo. E allora eccoci ad oggi. Generazioni di figli di separati affollano il mondo e vien chiesto loro di essere adulti ma, allo stesso tempo, di vivere la propria età. Bambini in compagnia di genitori esasperati, bambine vestite e “corteggiate” come donne mature e ancora adulti che parlano loro come se si rivolgessero a dei coetanei. Si, essere grandi è un duro lavoro.
Ma, forse, lo è ancora di più quando non lo si è ma occorre esserlo.
Francesca Stefanachi
L’estate sta finendo e un anno se ne va
Fabry’s Picture from Flickr.com
Di recente il settimanale “Famiglia Cristiana” ha scoperto finalmente l’acqua calda.
Gli italiani sono stanchi dei politici nostrani.
Sono quelle scoperte rivoluzionarie che fanno grande la storia dell’umanità.
Nel panorama politico italiano della tanto sbandierata seconda repubblica, sembra che di questi nuovi personaggi l’Italia avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.
Oggi sotto gli ombrelloni di un estate che non decolla, per il tempo ballerino e per le tasche degli italiani non propriamente gonfie, si parla di possibili scandali immobiliari.
Dalla casa vista Colosseo, a quella a Montecarlo, fino a raggiungere la villa di Arcore, sembra che ogni immobile sia ricco di armadi a loro volta pieni di scheletri, pronti ad essere trovati e sbandierati, per dimostrare che qui nessuno è onesto.
Bell’immagine che diamo.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra diceva qualcuno, tra i politici italiani invece pare sia diventato lo sport nazionale, scagliare e colpire, senza esclusioni di colpi.
Accendendo i riflettori e l’attenzione dei media su questioni e beghe di cortile, di un Palazzo, sempre più lontano dalle esigenze di chiunque non abbia il privilegio di soggiornarci.
Questioni irrisolte, domande senza risposta a cui la politica sembra interessarsi poco.
Salvo quando si tratta di andare a capire l’origine di un bene immobiliare.
Per loro è più importante esserci, non importa come, è fondamentale non scomparire.
Anche perché dell’assenza di certi personaggi pochi si accorgerebbero. Così come oggi della loro presenza.
Un’Italia sempre più alla deriva e, noi di FlipMagazine, ci stupiamo che nessuno si ribelli, dall’opposizione ai cosiddetti intellettuali. Tutti soggiogati da un regime strisciante che sembra non dare luce.
Norman di Lieto
Quel ramo del lago di como 2
August 3, 2010 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta del lago di Como, ripartendo proprio da dove ci eravamo lasciati: Bellagio. La rinomata località, situata nel punto esatto in cui il Lario si biforca nei due famosi rami, è sede di famosi alberghi a cinque stelle ed eleganti botteghe artigiane, ma molti sono i luoghi che offrono al visitatore totale pace dello spirito, come la Chiesa di San Giacomo, riuscito esempio di arte romanico-lombarda. Se vi trovate in zona non potete proprio evitare una visita alla splendida Villa Serbelloni, che accoglie il visitatore nel suo parco con piante secolari e splendidi roseti. La villa venne fatta costruire nel 1605 dai proprietari del promontorio, gli Sfondrati, e nel 1788 venne acquistata da Alessandro Serbelloni che contribuì ad arricchire sia la costruzione al suo interno, che l’ampio giardino: creò infatti, un parco con alcuni elementi decorativi, tra cui terrazzamenti e grotte, inserendo inoltre numerose nuove specie arboree e floreali. Tra le bellezze di questo parco si possono osservare principalmente cipressi e ulivi che si spingono verso il lago, siepi che modellano i terrazzamenti e le tipiche aiuole, geometricamente disegnate, punteggiate da fiori per lo più scarlatti. Nel 1930 una principessa americana acquistò la villa e nel 1959 la donò alla Fondazione Rockefeller di New York, che la utilizza oggi come centro studi e conferenze. Villa Melzi d’Eril è una conosciuta dimora storica privata, situata sempre nel comune di Bellagio, di proprietà della famiglia Melzi d’Eril e proclamata, con la proprietà circostante, monumento nazionale. Il complesso fu realizzato tra il 1808 e il 1810 per Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi. Egli affidò l’incarico all’architetto e decoratore Giocondo Albertolli, di tendenze evidentemente neoclassiche.
Villa Monastero rappresenta oggi sulle sponde del Lago di Como, uno degli esempi più interessanti di residenza in stile eclettico in cui gli interventi succedutisi tra le fine del XIX e l’inizio del XX secolo hanno aggiunto elementi funzionali e decorativi senza distruggere le tracce delle vicende precedenti dell’edificio, così da ottenere una villa con giardino di grande impatto scenografico.
Riprendendo la strada del lungolago, consigliamo di sostare per un lauto pasto da Pippi, trattoria a Faggeto Lario, specializzata in cucina tipica lombarda: polenta, brasato, pesce di lago, pizzoccheri…il tutto accompagnato da abbondante vino rosso della casa. Non uscirete mai così tanto sazi da un altro ristorante… per un prezzo così modico per giunta…
Per chi invece desiderasse un posto più elegante, adatto magari ad una bella cena romantica, consigliamo il Ristorante Belvedere, situato nella bella piazzetta di Torno, inaccessibile in macchina, ma se possibile, raggiungibile tramite l’attracco diretto per le imbarcazioni. Consigliamo di prenotare un posto sull’ampia terrazza, a bordo lago, e di gustare uno dei risotti al persico più buoni di tutta la zona, magari seguito da un secondo piatto sempre a base di tipiche specialità di pesce di lago.
A questo punto del nostro tragitto, ci resta da percorrere poca strada per raggiungere nuovamente il centro della città di Como; prima di ritornare verso casa però vale la pena fare un’ultima escursione dalle sponde del lago, salendo con la funicolare in cima alle colline, fino a raggiungere la località di Brunate, nota soprattutto per la presenza di numerose ville in stile eclettico e liberty, e per i numerosi punti panoramici da cui si può vedere l’intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e perfino gli Appennini. Questa caratteristica ha regalato negli anni a Brunate il nome di “Balcone sulle Alpi”.
Dopo questa panoramica delle bellezze del lago di Como siamo purtroppo pronti a riprendere la via del ritorno, solo, prima di lasciarci, varrebbe la pena dare un ultimo consiglio: se si può scegliere quando visitare la zona del lago, suggeriamo di controllare il calendario e scegliere uno dei diversi periodi in cui, durante la bella stagione, si svolgono le diverse tappe della celebre e alquanto suggestiva regata tra le Lucie, le tipiche piccole imbarcazioni storiche della zona del Lario, che ogni anno, oggi come un tempo, si danno battaglia tra le acque lacustri in un suggestivo insieme di colori: si avrà la sensazione di trovarsi immersi nel tipico stile di festa che caratterizza i palii dell’epoca dei comuni…solo che al posto dei cavalli ritroviamo deliziose imbarcazioni che appartengono alla storia del luogo.
B.P.
Moriremo berlusconiani ?
Era il 1994 quando nacque Forza Italia. Sedici anni che hanno cambiato profondamente, e non certo in meglio, il panorama politico italiano. Va dato atto a Silvio Berlusconi di essere un innovatore: da Milano 2 alla nascita delle televisioni commerciali, capaci di reggere il confronto con mamma Rai, la presidenza di una squadra di calcio, il Milan, che con lui alla Presidenza ha vinto praticamente tutto. Poi l’ingresso in politica. Nel 1994 vince le elezioni, gli Italiani gli credono, si fidano, immaginano una nuova idea di Italia, più moderna, competitiva, forte. Appena arrivato a Palazzo, viene raggiunto durante il G7 al Napoli da un avviso di garanzia che fa cadere il suo primo governo.
Nel 1996 Romano Prodi vince le elezioni e lo batte.
Durerà poco, tra crisi di governo, alleanze più o meno trasversali, si ritornerà a votare nel 2001 e il Cavaliere uscirà vittorioso dalle urne contro il suo sparring partner Rutelli.
Poi ancora elezioni, nel 2006 ancora con Prodi.
E il Professore reggiano vince nuovamente contro il Cavaliere.
Governo di centrosinistra che cadrà miseramente tra beghe di coalizione, litigi vari e prelievi vampireschi sotto forma di tasse a cui gli italiani ( ancora troppi evasori nel nostro Belpaese ) sono allergici come tutti i cittadini di qualsiasi Stato, a meno che tu non abbia la fortuna di essere nato a Montecarlo, o in Lussemburgo.
Caduto Prodi, nuove elezioni.
Indovinate chi si presenta per il centrodestra? Ovvio, ancora Berlusconi che ha, questa volta, come sparring partner Walter Veltroni. Il sogno del Partito democratico e del suo candidato premier cadono davanti alla vittoria di Berlusconi.
E oggi?
L’unica opposizione arriva, ahinoi, non dai partiti di centrosinistra, bensì dal Presidente della Camera nonché alleato storico, Gianfranco Fini, prontamente espulso proprio dal partito che fa della libertà il proprio vessillo fondamentale. Quisquiglie. In conclusione dovesse cadere il Governo, ci sarebbero nuove elezioni.
Ci chiediamo: qualora andassimo alle urne, quali i candidati Premier che dovremmo scegliere?
Berlusconi indubbiamente per il centrodestra. E per il centrosinistra?
Bersani? Forse l’ex pm, Di Pietro? Non ce ne vengono in mente altri, ma non crediamo neppure possano essere candidati con buone probabilità di successo sul Cavaliere. Aldilà di quali possano essere le vostre idee politiche, si tratta di un dato, oggettivamente alquanto sconfortante.
Cari italiani, dovremo morire berlusconiani, ce ne faremo una ragione, oppure no? Anche se dopo l’espulsione di Fini, all’interno del PDL è partita la conta di quanti parlamentari seguiranno il Presidente della Camera. Il Cavaliere aveva preventivato un numero esiguo, in realtà sembra che i parlamentari decisi a seguire Fini sia destinato a crescere e a creare nuovi scenari politici, minando vecchi equilibri che sembravano ormai consolidati. Alleanze trasversali che potrebbero far perdere i numeri al Governo e procurare una crisi a breve dell’esecutivo.
Personaggi politici prima in seconda linea tentano di fare da sponda a Fini e tentare il “colpo gobbo”. Casini, Di Pietro, Fini, Rutelli che si coalizzano per mettere all’angolo il Silvio nazionale?
Scenario da colpo di sole?
Gli sviluppi sotto l’ombrellone tengono in ansia gli italiani, probabilmente meno di un asfittico calciomercato. In ogni modo, un cambiamento è una vera necessità per il Paese.
Norman di Lieto


















