Fondato e diretto da Mauro Pecchenino

Donne in carriera: solo dolori e fatica?

November 28, 2009 by  
Categoria: attualità

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Dopo il grande successo della serie tv americana “Desperate Housewives”, tante casalinghe italiane si sono sentite ancora più disperate di quelle impersonate da bellissime attrici americane nella loro villetta con giardino e fuoristrada d’ordinanza.
La perfezionista Bree, anima conservatrice e puritana della vecchia tradizione americana porta il povero marito, chirurgo stanco della routine e della perfezione maniacale della moglie alla fuga dal tetto coniugale. D’altronde per Bree Van de Kamp è decisamente più importante lo status sociale rispetto alla perdita della persona amata .
È interessante notare come anche le altre “eroine” Susan, Gabrielle e Lynette vivono, chi per un motivo o per un altro, un’angosciosa esistenza quotidiana fatta di shopping e di capricci da diva ex modella di alta moda ( Gabrielle); chi sempre sfortunata e maldestra cerca di conquistare uomini che puntualmente, in un modo o nell’altro, in maniera quasi masochista fa fuggire da lei ( Susan ); o chi invece brillante manager deve ingegnarsi tra vita privata e vita professionale ( Lynette ).
E chissà quante donne manager italiane si saranno identificate con questa vera e propria “eroina” che, quotidianamente, deve barcamenarsi tra la dura vita della mamma di figli piccoli e pestiferi ( i tremendi gemelli ) e una professione che le occupa buona parte della sua giornata.
Qualora Lynette non avesse ispirato a sufficienza le mamme manager italiane, consigliamo il libro di Chiara Lupi: “Dirigenti disperate” edito da Libri Este, in cui la giornalista, anche lei alle prese con il binomio terribile famiglia / carriera, si domanda quanto sia complicato oggi per una donna, conciliare la propria vita manageriale con il ruolo di mamma.
È interessante analizzare come nel nostro Paese, a differenza di altre nazioni europee come Francia e Germania, non esista una reale politica di aiuto alle famiglie, dove le mamme che lavorano spesso si trovano di fronte ad un bivio che deve, giocoforza, portarle a decidere se intraprendere l’attività di mamma, rispetto a quella di manager d’azienda.
Perché le donne italiane non possono decidere di non dover sacrificare una cosa a cospetto dell’altra?
È un problema di cultura all’interno del nostro sistema Paese?
Nei paesi scandinavi le donne al potere sono in percentuale quasi uguale a quella degli uomini, realtà che non vale per il nostro paese, dove la donna viene considerato ancora “l’angelo del focolare domestico” .
E se volesse decidere di intraprendere la carriera manageriale riuscirebbe anche ad avere una vita familiare fatta di maternità e di tempo da dedicare ai propri figli?
Sarebbe una moderna eroina dei nostri tempi frenetici che Chiara Lupi racconta in maniera divertente, raccontando gli slalom difficoltosi che questa scelta porta e, di conseguenza, vede donne alle prese con documenti, relazioni, riunioni con i presidenti di multinazionali e con i vari colloqui con le maestre, gli insegnanti e gli istruttori di qualche sport che faremo intraprendere a nostro figlio. Un caos, in definitiva.
Non vogliamo che a queste mamme che decidono, in maniera davvero eroica, di non rinunciare né alla sfera privata, né a quella professionale, fosse solo regalata una statua al merito con un valore tangibile pari allo zero, a discapito di serie politiche legislative che portino l’Italia, finalmente, in linea con molti altri Paesi europei che in questo campo sono distanti anni luce.
Questa rimane una continua illusione o una possibile realtà?
Giriamo il quesito (uno dei tanti) a chi ci governa.

Cecilia Valle

Robert De Niro rifà Marcello Mastroianni: uno scontro di titani

November 27, 2009 by  
Categoria: world wide

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New York

Nei primi giorni di dicembre, negli States, ci sarà l’uscita di un nuovo film con protagonista Robert De Niro. Si intitola Everybody’s fine ed è  il remake di un film italiano che alcuni anni fa ebbe un buon successo, si intitolava “Stanno tutti bene”, il regista era Giuseppe Tornatore e il protagonista Marcello Mastroianni.

La notizia è la buona salute del cinema italiano, con interessanti film recenti come la “Doppia Ora”, buoni attori ( almeno quelli che si nominano dalle nostre parti), come Giovanna Mezzogiorno, Claudia Gerini, Sergio Castellitto, Vittoria Puccini e altri, con registi all’altezza di storie credibili.

La novità – remake è diretta da un giovane regista di origine britannica, Kirk Jones, noto come autore di spot pubblicitari e di un film di grande impatto ed eleganza, “Waking Ned”. Il film racconta una storia universale.

Un vecchio padre, un uomo per bene, da tempo in pensione, va a far visita ai propri figli che abitano in città diverse e lontane una dall’altra.  Loro avevano detto al padre di aver fatto carriera e di aver una vita brillante e felice. Durante il suo viaggio di scoperta, il protagonista si rende conto che invece le vite dei suoi figli sono tristi e anonime, di una piattezza senza speranza.

Una storia che si rispecchia in molti casi reali. Giovani che lasciano la casa di famiglia per cercare (ed è un loro diritto sacrosanto) una propria autonoma strada nella vita. Hanno aspirazioni e coraggio. Cambiano città, vanno dove ci sono le occasioni di lavoro, per soddisfare le loro aspettative. Poi la realtà quotidiana risulta diversa: difficoltà, incontri sbagliati, errori, hanno la meglio e la vita diventa buia e anonima. Ma ai genitori è meglio far credere che tutto è andato bene e che tutti stiamo bene.

Il volto segnato e senza età di De Niro dà alla figura del padre una nota di stupore e dolore. A tratti si pensa a Mastroianni e ai suoi ruoli drammatici da anziano. Negli States, Marcello è sempre un mito e le nuove generazioni lo ritrovano attraverso gli occhi attoniti del vecchio Bob, non più “toro scatenato”.

Charles L. Fries (trad. di  Bianca Fontanelli)

X Factor e simili, programmi chioccia, aspettando i talenti

November 24, 2009 by  
Categoria: cosa bolle in pentola

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In tempi di crisi e di poca capacità di vedere in prospettiva futura in ogni ambito, dalla politica, alla famiglia, dal mondo del lavoro, a quello dello spettacolo, oggi l’unica via per tentare di approdare in qualsiasi settore è tentare o sperare di trovare la “scorciatoia” giusta che possa permettere di riuscire a varcare la soglia della “fama”, possibilmente dal portone principale.

E così la ricerca di attori, cantanti, ballerini, avviene attraverso l’utilizzo del medium oggi più potente, quello della televisione.

I format tv creati ad hoc, sono diversi, ma quasi tutti ben riusciti e soprattutto capaci di far registrare sempre il record di ascolti.

I più seguiti da un pubblico trasversale, sono, come è noto, “Amici” e “X Factor”, programmi che appassionano e che portano il pubblico a partecipare attivamente al “destino” dei protagonisti, attraverso il potere un po’ barbaro del televoto, che consente di decidere le sorti della puntata, attraverso l’eventuale eliminazione o promozione del concorrente, che diventa protagonista nell’ambito di dibattiti, a volte molto animati, della giuria tecnica.

Il temuto tavolo dei giudici, presieduto sovente da esperti, come nel caso del talent show di Rai2, analizza le performance e, Morgan, Mara Maionchi e Claudia Mori, “formano” i loro ragazzi all’arena del palcoscenico e alla competizione.

Così questo serbatoio di nuovi talenti, pronti a farsi conoscere e a trovare la fama, volti sconosciuti pronti a diventare gli artisti della new generation, viene forgiato da insegnati “chioccia” o “severamente intransigenti” a seconda del copione e dell’immagine che anche loro si sono costruiti nel programma.

Ad “Amici” lo scontro tra la severa Celentano, insegnante di danza classica e la dolce, protettiva e quasi materna Di Michele, hanno fatto storia e, soprattutto, hanno aiutato l’audience a rimanere alta nelle serate del prime time, così strategiche per le reti Rai e Mediaset.

Anche se, di recente, il maestro Franco Battiato, in una sua intervista ha affermato che non andrebbe mai a X Factor,“neppure se accompagnato dalla Polizia”, il Molleggiato Adriano Celentano, di contro (d’altronde come potrebbe parlare male di una performance della moglie), ha affermato che questo tipo di programma è un modo innovativo per aiutare i giovani ad entrare nel mondo dello spettacolo, in un continuo ed animato dibattito che sembra non risparmiare quasi nessuno.

Chissà se cantanti come Rino Gaetano, Lucio Battisti o Mia Martini e tanti altri che non ci sono più, troveranno nuove leve in grado d’aver la loro forza e carisma, così che nuove stelle possano nascere ancora nel firmamento della musica italiana, anche grazie a questi programmi.

Attendiamo verdetti definitivi ed incontrovertibili. Nella speranza che il trash non abbia il sopravvento.

Norman di Lieto

Ex-Factor, non si butta via niente.

November 11, 2009 by  
Categoria: attualità

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Sono tempi duri, di risparmio su tutto!

Della serie: “Non si butta via niente perché non si sa mai”, stiamo assistendo alla nascita di una New age, di un nuovo concetto del “ri-ritrovarsi”.

Lo spunto arriva da una puntata di X-Factor di qualche giorno fa dove è apparsa, come quarto giurato, la ex di Morgan, Asia Argento.

E così, dopo la coppia Ventura-Bettarini e Hunzicher -Ramazzotti per citarne alcune, la lista di Vip che prima se le suonano e poi se le cantano in tv, è destinata ad incrementare!

La domanda però, sorge spontanea: dopo anni di veleni e litigi sbattuti in prima pagina,  a colpi di minacce, accuse e tradimenti vari, è possibile essere amici del proprio ex o questo affetto ritrovato in realtà nasconde necessità diverse quali, per es. un audience da risollevare o equilibri economici familiari da ristabilire?

Difficile a dirsi, sta di fatto che sembra ci sia una nuova tendenza nell’aria: il vintage!

Tranquilli, per vivere un rapporto vintage, non occorre andare a rovistare nel “baule della nonna degli affetti” o immergersi in apnea in un mare di “borse vecchie puzzolenti dei ricordi”, direi che è piuttosto una questione di stile… già, perché se è vero che dobbiamo ritrovare un nuovo stile nello stare insieme (vedi alla voce Escort e Trans), lo stesso vale anche nel lasciarsi.

Se riflettiamo, “teniamo per anni nell’armadio vestiti che non metteremo più ma
buttiamo i nostri ex” (Sex and the City).
 

Barbara Fontanesi

Conosciamo il Marocco, passo a passo

November 10, 2009 by  
Categoria: world wide

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Casablanca
Difficile parlare del Marocco per chi ci vive.
Fuori da questi confini, tutti hanno un’opinione sul nostro Paese.La maggior parte pensa a  un posto colorato, caotico e non sempre pulito, dove trascorrere qualche giornata e far piccoli affari nei souk.. Nella realtà di tutti i giorni, invece il Marocco è una terra di contrasti continui, dove il nuovo e il vecchio, l’antico, per meglio dire, convivono e non sempre in modo facile. Da noi, Africa e Occidente sono come due corpi che non vogliono condividere la stessa sedia e si spingono, cercando di conquistare da soli lo spazio. Tra l’altro, pur guardando alla cultura e all’insegnamento della Francia che negli anni delle colonie è stata una presenza forte, ma anche utile, la nostra terra diventa sempre più autonoma. I Francesi sono una comunità che si rimpicciolisce e il marocchino vuole andare avanti con le proprie gambe. Il turismo e la nostra storia ci danno una mano. Ormai Marrakech è diventata una città di moda, di tendenza, dove i riad, vecchi palazzi trasformati in suggestivi hotel, sono diventati meta del turismo internazionale. Chi vuole capire il Marocco deve però partire da Fès, Meknès per poi arrivare a Taroudant, senza trascurare le montagne dell’Atlante. E poi bisogna entrare nei piccoli centri, nei paesi dove l’agricoltura è ancora sovrana, dove animali e uomini condividono la fatica quotidiana. Il Marocco non si ferma a Marrakech o nella capitale economica Casablanca, è molto altro: un mélange di colori, odori, fatica, povertà e lussi inaspettati,  tutto in un caleidoscopio che scopriremo nei nostri prossimi appuntamenti.

Christian Ben Driss ( Traduzione di Bianca Fontanelli )

Dalla Grande Mela, un inno per lettori viaggiatori

November 8, 2009 by  
Categoria: world wide

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New York
Se sei giovane non solo d’anagrafe ma soprattutto nello spirito, se sei stanco di dover seguire ogni notiziario per sapere a che punto è la crisi economica, se si concluderà o in che fase di avanzamento sia ormai giunta, se le previsioni del tempo fatte con immagini sempre più tecnologiche e con mezzibusti ancor più discutibili di chi li introduce a parlare, ti hanno stancato e provocano su di te lo stesso effetto che un disinfettante può sortire nei confronti delle pappataci, c’è un posto che fa per Voi, un posto che fa per tutti.
New York, sei tu il mio grande amore.
Ancor prima di conoscerti già ti amavo, scorgendo curiosamente ogni tuo angolo, ogni tuo intimo dettaglio che qualsiasi film, telefilm o fotografia potesse, anche solo vagamente, farmi ricordare di quanto fossi già perdutamente innamorato di te.
La divina, la metropolitana città cosmopolita, così glamour e democratica allo stesso tempo, pronta ad abbracciarti tra i suoi quartieri più chic, passando per i suoi bellissimi parchi, o per quei vicoli un po’ tristemente famosi per criminalità e violenza.
Tu che sei la numero 1 in assoluto ma che non lo fai pesare proprio a nessuno, sei pronta a farti ammirare, a farti vedere da ogni angolo, da ogni prospettiva che chiunque ti guardi rimane rapito da tanta bellezza e non sa più dove guardarti, non sa più come guardarti.
Manca il respiro a New York, l’adrenalina ti sale per tutto il corpo e, conoscendola ogni giorno sempre di più, ti sembra, in qualsiasi città tu abbia vissuto, che se fossi vissuto nella Grande Mela, la tua vita sarebbe stata diversa, completamente diversa.
Più colorata, più cool, più frenetica, più quotidianamente diversa, spiritosa, frizzante, allegra.
New York non dorme mai.
Corre, lavora, produce, si diverte e decide di vivere la vita pienamente, ogni attimo, ogni battito.
Ogni newyorkese ha qualcosa da insegnarci, mentre lo guardo camminare in maniera spedita, mentre si gusta colazione e New York Times con la stessa voracità, la stessa voracità per una ciambella appena sfornata e per una notizia di scottante attualità, che tanto può far sussultare l’animo dei cittadini newyorkesi.
Nel Village, di rientro da una serata con il mio direttore e il nostro corrispondente newyorkese, il suono di un sassofono ci conduce in un piccolo scantinato dove fermarci ad ascoltare un po’ di jazz, jazz di altissimo livello.
A concerto ormai concluso, un avventore, un po’ alticcio, comincia a conversare con noi su quanto sia stato un concerto memorabile grazie all’apporto di una giovane promessa nel panorama del jazz newyorkese.
Il nostro corrispondente senza battere ciglio intavola con l’amico dal gomito alto, una discussione che sarebbe potuta durare anche tutta la notte.
Questa è la filosofia di un newyorkese che ha eredito il gusto e lo spirito dalla sua città, la Grande Mela, che ha il sapore inconfondibile della gioia di vivere, di condividere ogni attimo, ogni evento, ogni emozione, anche la più forte o violenta, con chiunque, chiunque esso sia.
Se siete pronti a questo, New York vi aspetta, è la più bella al mondo ed è anche disponibile, amatela come me, ma se ve ne innamorate, imparate a non esserne gelosi. Io l’ho fatto.

Norman di Lieto

La bellezza a passo di danza, in un mondo difficile

November 8, 2009 by  
Categoria: cosa bolle in pentola

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Ancora un momento dedicato a chi, donne e uomini,  vuole stare bene, soprattutto con se stesso. E di questi tempi ce ne è grande bisogno.
Milano ha ospitato il  congresso scientifico di “ Les nouvelles Estétiques” e se ne sono viste delle belle,  nel mondo dell’estetica e del benessere con tante novità mirate alla prevenzione dell’invecchiamento e alla promozione dello snellimento, sia attraverso macchinari ad alta tecnologia, sia nell’esecuzione di tecniche millenarie dedicate all’uomo e alla donna.

Ogni giorno la vita viene affrontata con più sicurezza se ci proponiamo con un corpo armonioso, un viso disteso e, perché no, un sorriso accattivante. Abbiamo assistito a proposte anti-age: la radiofrequenza tripolare per il ringiovanimento della pelle, alla nuova frontiera dell’anti-aging: il futuro delle cellule staminali in estetica. Ma il momento più coinvolgente è la presentazione da parte di esperti delle metodiche SPA più innovative. “I massaggi dal mondo”: dal massaggio celeste “vietnamita”, al massaggio “sciamanico”, al “massaggio di Venere con polvere di perle e conchiglie…
Quest’ultimo in particolare evoca Venere dea della bellezza che esce dalla spuma del mare; quel mare che nello scorrere del tempo ha racchiuso in ogni conchiglia e in ogni perla la sua energia.
Energia che ci viene ridonata attraverso questo trattamento che mantiene e preserva la giovinezza della pelle sublimandone la luminosità, un trattamento psicoemozionale che esprime un nuovo concetto di “Remise en forme di benessere”.
Il ruolo primario nel processo di rigenerazione cellulare è condotto innanzi tutto dalla nostra mente e quindi dalle emozioni che ne conseguono.
Recenti studi in campo medico – scientifico sostengono che non esistano limiti alle possibilità delle nostre cellule di rigenerarsi. Anche uno stile di vita adeguato è un innegabile aiuto e, farsi coccolare attraverso massaggi multisensoriali, è un valido supporto per essere sempre efficienti e vitali.
Lo sviluppo della cosmesi maschile, invece,  ha alla base nuovi aspetti della società che hanno come conseguenza alcuni cambiamenti comportamentali: al primo posto c’è la competizione professionale, dove non mancano le occasioni di confronto basate sempre più sull’apparenza e la comunicazione del corpo. Terme e spa, in questi ultimi anni, hanno incentrato infatti la loro attenzione sul target maschile.
Testimonial di questa tendenza è diventato Kledi Kadiu: bello, sensibile,  e molto professionale. Un ballerino che attraverso la danza esprime la bellezza del corpo e del movimento, e ha trovato il giusto equilibrio tra bellezza interiore e bellezza esteriore. Un uomo che si racconta danzando.
Ma cosa bolle in pentola?
Vasetti come scrigni, profumi evocativi, ingredienti rari e preziosi come oro, rubini, cristalli, ma sempre  scientifici. Inoltre, eccezionali antietà  che non offrono solo una formula chimica, ma anche un’esperienza unica sulla pelle.

Citiamo come esempio, … un filo magico…È un metodo orientale per depilare il corpo, usando un filo di cotone, o seta, tramandato da madre a figlia, le cui origini si perdono nei tempi. Un metodo semplice e naturale che trova spazio all’interno della tradizione occidentale, inserendosi a pieno titolo nel moderno concetto di estetica.
Il motto è: proiettarsi verso il futuro insieme con ottimismo; le aziende cercano partner per collaborare in sinergia d’intenti. Tutti sono pronti a sposare l’idea vincente, le novità per superare questo momento, per scoprirsi insieme più forti di prima in un futuro di bellezza, benessere e qualità di vita.

Carla Aghito

Cultura spicciola per ragazzotti ignoranti

November 7, 2009 by  
Categoria: cosa bolle in pentola

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Discorrendo pochi giorni fa con una giornalista, che  poneva interrogativi veri e domande incalzanti,  su problemi concreti che attendono risposte, ci è apparso evidente l’atavico limbo nazionale da dove non esce nulla. Non esce nulla perché tutto è intrappolato dalla burocrazia, dall’indifferenza, da un’agenda politica in cui c’è sempre qualcosa di prioritario, rispetto a ciò che deve comunque sempre passare in secondo piano.
Ci si interrogava sulle nuove leve, le generazioni future, la classe dirigente di domani.
Si proprio loro, scusate dove sono?
Forse a fare code interminabili per i provini del grande Fratello, la scorciatoia migliore per la notorietà, senza fatica, senza sacrifici e con un premio finale in denaro che ripaga dallo spensierato soggiorno in un appartamento (finto), ottimamente arredato.
Magari,  assecondando non solo le velleità narcisistiche dei ragazzi depilati-palestrati, ma anche delle prossime vallette di qualche programma della galassia della tv generalista, prontissime a far vedere il fisico da pin up e il viso un po’ furbetto, di chi forse ha già capito come funziona il grande circo mediatico.
In una recente intervista Alessia Marcuzzi, la conduttrice del programma, arrivato già alla decima edizione e che ogni anno fa record d’ascolti mostruosi, si lamentava del fatto che durante i provini non si era riusciti a trovare una persona che si interessasse di politica.
Poi scorgendo un po’ di materiale e vedendo tra i tanti provini a quante domande (spesso sceme e banali) i candidati non riuscivano a rispondere, non ci si meraviglia che la ricerca non sia andata a buon fine.
In uno dei film della saga di Paolo Villaggio, la signorina Silvani si innamorava di un autostoppista, un uomo maleodorante, grasso e barbuto che diceva di essere un intellettuale e chiedeva al povero Rag. Ugo Fantozzi: “Le faccio una domanda: cultura letteraria, scientifica o spicciola?”
Ovviamente il nostro Fantozzi rispondeva solerte: “Spicciola”.
Facciamo loro domande di cultura spicciola, non mettiamoli in difficoltà, povere stelle, anche se alla domanda,  su chi fosse il Presidente della Repubblica, hanno risposto in moltissimi, Berlusconi.
Proprio in questi giorni il Cavaliere ha smentito di voler andare al Quirinale e che vedrebbe bene per quel ruolo, Gianni Letta.
Peccato che Berlusconi non fosse a conoscenza che diverse persone pensavano che già fosse sul Colle e non a Palazzo Chigi.
Cultura spicciola please.
E chi scrive? Io speriamo che me la cavo.

Alfonso della Mura