W La Trippa: non sono tempi per gli schizzinosi
March 31, 2009 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
Mentre vi scriviamo, è appena terminato il congresso del Pdl dove, per acclamazione, è stato eletto presidente Silvio Berlusconi.
Lo show, così com’è stato concepito il congresso, è stato impeccabile: dall’inno di Mameli alla sigla di valturiana concezione “Meno male che Silvio c’è”, dallo schieramento di giovani estasiati in prima fila (camicia blu e cravatta a nodo largo per lui, capello biondo liscio e tailleur nero per lei)
al comizio finale con Berlusconi che, assente dalla sala, rientra acclamato dalla folla per l’estrema unzione… ops, scusate, per l’unzione finale.
Nulla è stato lasciato al caso, tranne un particolare: l’intervento del “compagno” Fini.
Attraverso l’uso di termini come: garanzia del pluralismo, democrazia governante, stato di diritto, principio di legalità, lo storico delfino ha trasformato il sorriso del cavalliere in una smorfia di disgusto, la stessa che ci provoca una mandorla amara.
E quando la realtà supera la fantasia ed il peso è troppo grande da sopportare, per una sorta di istinto di sopravvivenza si va alla ricerca di quella lievità, tanto cara ai maestri italiani che, attraverso la commedia all’italiana, hanno contribuito, fra una risata e l’altra, ad anticipare temi di grande attualità e a formare (forse non abbastanza visto i risultati) una coscienza democratica.
Vi ricordate il comizio di Antonio la Trippa nel film “Gli onorevoli” di Sergio Corbucci? Era il 1963, un integerrimo servitore del popolo, di fede monarchica, raggirato dai suoi compagni di partito, ha il coraggio di denunciarli in un pubblico comizio, esortando la folla a svegliarsi dal torpore e dall’illusione. Certo, chiedere al “compagno” Fini una reazione del genere, forse è troppo ma che ci garantisca, sull’onda dell’euforia di questo miracolo, almeno una nuova commedia all’italiana, questo è possibile. W la Trippa!
Alice Wonder
Grandi manager: mani in alto !
La crisi economica globale è un grattacapo per chiunque.
Analisti finanziari, economisti e politici si prodigano nel fornire di continuo versioni differenti sulla fine della recessione in cui tutti i Paesi sono piombati.
Che si tratti della fine del 2009 o della metà del 2010 oppure, peggio ancora, di un periodo temporale non definito, nel frattempo si susseguono episodi controversi che fotografano una rabbia e una frustrazione crescente.
Negli Stati Uniti i manager dell’AIG, colosso delle assicurazioni di New York, hanno ricevuto bonus milionari dalla loro compagnia per un valore intorno ai 165 milioni di dollari.
Nonostante il gigante assicurativo proprio per evitare il fallimento, abbia chiesto ed ottenuto 170 miliardi di dollari di fondi pubblici.
Di fronte a questa situazione paradossale, ci si trova di fronte a chi, da una parte perde il lavoro o, non riesce a pagare il mutuo della casa, acquistata con gli ormai tristemente famosi subprime e, con chi invece, incassa cedole a sei zeri da Aziende decotte.
Le stesse che poi ottengono aiuti statali, per evitare la chiusura della compagnia e la conseguente perdita di posti di lavoro.
Così di fronte ad una protesta crescente nei confronti di questi manager, gli stessi destinatari dei bonus, (nove su dieci) hanno deciso di rinunciare alla cedola milionaria.
Nel frattempo il Congresso americano ha votato una legge che permette di tassare del 90% gli stessi bonus.
Rimanendo in tema di supermanager, la residenza del banchiere britannico Fred Goodwin ad Edimburgo, è stata teatro di danneggiamenti.
Goodwin, ex direttore della Royal Bank of Scotland, dopo che la banca da lui guidata ha perso nel solo 2008 ben 21 miliardi di sterline e, sia stata di fatto nazionalizzata, non ha voluto rinunciare alla sua pensione milionaria, pari a 650 mila sterline l’anno.
Ora è in vacanza in una destinazione segreta, mentre la rabbia della “gente comune” aumenta nei confronti di chi, lasciandosi alle spalle fallimenti di imprese, licenziamenti e gente disperata, incassa incurante assegni milionari.
Serge Foucher invece, amministratore delegato di Sony France, è stato sequestrato da alcuni dipendenti dello stabilimento francese, insieme a 3 collaboratori, dopo aver comunicato la chiusura di un impianto, con conseguenti tagli al personale.
La liberazione è avvenuta solo al termine di un’estenuante trattativa.
Gli episodi di questa portata si susseguono soprattutto in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti e, sfortunatamente, sono episodi ricorrenti che denotano una situazione allarmante nei rapporti sociali tra operai, impiegati e manager, spesso incuranti delle sorti di chi perde il lavoro e delle conseguenze sociali che queste possono comportare in qualsiasi paese civile avanzato che si rispetti.
Norman di Lieto
Un Piano Marshall interno
Il ministro del tesoro americano Tim Geithner ha varato in questi giorni il piano Usa sui titoli tossici che, attraverso una partnership tra Stato e privati, verranno rilevati dalle Banche, per un valore di quasi mille miliardi di dollari.
Questo è uno dei punti chiave con cui l’amministrazione Obama cerca di fronteggiare la crisi economica più devastante dai tempi della grande depressione del ’29.
L’operazione è molto rischiosa e, alquanto discussa negli Stati Uniti, tra fautori del piano e pessimisti sul successo di questa manovra finanziaria.
Nonostante questo, finalmente anche Wall Street ha reagito in maniera positiva al piano del governo americano, facendo registrare aumenti consistenti degli indici.
Il presidente Barack Obama sembra fiducioso sugli effetti positivi che si intravedono, da quando questo nuovo “piano Marshall interno” ha preso il via.
Ha ammonito però, che da questa crisi si uscirà senza fretta e avendo chiaro che gli interessi personalistici di breve periodo, dovranno fare spazio ad un lavoro comune, volto alla responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri.
E intanto Obama ha istituito un forum con i cittadini americani, utilizzando il web, perché Mr President ha come priorità, così come da lui affermato : “aprire le porte della Casa Bianca agli Americani, perché possano sapere a cosa stiamo lavorando e abbiano l’opportunità di partecipare alle decisioni”.
In una sorta di forum sul web, le tematiche sulle quali i cittadini potranno intervenire sono diverse: sanità, educazione, economia, industria e saranno gli stessi utenti della rete a decidere a quali domande il Presidente dovrà rispondere, votando sul sito quelle da loro ritenute più interessanti.
Infine con il G20 alle porte, Barack Obama ha rivolto un accorato appello al gruppo dei venti maggiori paesi industrializzati affinché non si intraprendano iniziative limitate perché afferma il Presidente americano: “non possiamo accontentarci di mezze misure o di sforzi isolati a livello nazionale”.
Alfonso della Mura
Energia eolica, un’alternativa vincente
March 27, 2009 by admin
Categoria: world wide
Con questo articolo prende il via una collaborazione con gli Stati Uniti ed, in particolare, con la Florida. Segnatamente con Italy-America Chamber of Commerce SouthEast, Inc., la Camera di Commercio Italo Americana che ha sede a Miami. Iniziamo con un argomento di grande richiamo internazionale, le energie alternative, e , in particolare la eolica, da qualche tempo protagonista di un vasto programma negli Stati Uniti.La testimonianza è a firma di uno degli animatori del progetto.
Quando si parla di energia eolica, altro non si intende che l’estrazione di energia cinetica del vento, per la produzione di energia meccanica o elettrica.
L’energia eolica è la più promettente fra le energie rinnovabili e può ridurre in maniera significativa le emissioni globali di CO2.
Secondo una recente relazione, pubblicata nel settembre 2006 da Greenpeace International e dal Global Wind Energy Council ( GWEC, associazione globale del settore energia eolica, che riunisce l’industria eolica e le associazioni che la rappresentano ), l’energia eolica potrebbe fornire il 34% dell’elettricità globale entro il 2050 e il 16,5% entro il 2010 e, ancora più importante, l’energia eolica potrebbe far risparmiare 1,5 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2020.
Inoltre il GWEC sostiene che l’energia eolica è un investimento migliore, poiché le riserve sono illimitate e, allo stesso tempo, può essere prodotta localmente, senza inquinamento.
Prima di installare un aerogeneratore, è opportuno compiere rilevamenti anemometrici che diano un quadro generale delle caratteristiche del vento, nel punto esatto di installazione.
Questo studio si effettua con apparecchi, detti anemometri e le rilevazioni devono durare minimo un anno, da questi dati si rileva anche quale tipo di aerogeneratore è più adatto al sito in questione.
È dimostrato che solo una parte, precisamente il 59,3% della potenza posseduta dal vento può essere teoricamente assorbita dal sistema eolico.
La valutazione della ventosità di un sito richiede un’accurata indagine, che può durare diversi anni.
I siti vanno selezionati e, inoltre, valutati sulla base di indicatori biologici ( come il grado di inclinazione permanente del fogliame, dei rami e dei tronchi degli alberi ), geomorfologici ( ostacoli naturali e antropici quali edifici per esempio ) e su di un attento esame dei vincoli esistenti ( ambientali, archeologici e demaniali ).
La scelta definitiva del sito ottimale avviene dopo un periodo di misurazione di vari fattori quali: la velocità, la direzione del vento, insieme all’esistenza di strade adeguate e alla relativa vicinanza a linee elettriche.
I sistemi eolici hanno un’ottimale collocazione in mare aperto dove siano presenti fondali poco profondi, questo sia per un minor impatto ambientale e sia per una migliore qualità del vento, quasi sempre costante.
Secondo alcune stime, nei prossimi anni, gli impianti off-shore nei mari europei potrebbero fornire oltre il 20% del fabbisogno elettrico dei paesi costieri.
L’energia eolica è diventata l’energia rinnovabile meno costosa, abbassando negli ultimi 15 anni il suo costo di circa l’85%.
Giancarlo Pelosi
Avvocato
Il vagabondo e Lilli. L’uomo è il migliore amico del cane?
March 23, 2009 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
“Che amore!” esclama scorgendo un tenero cucciolo infiocchettato.
Inizia così la favola di Walt Disney che racconta il difficile rapporto tra animali e uomini fatto di indifferenza, rimproveri, museruole, accalappiacani e canili.
La favola citata ha, come da copione, un lieto fine, la realtà non sempre…
La tragedia di Sampieri è l’ennesimo episodio che ci conferma come, nonostante la tanto acclamata emancipazione culturale, l’uomo non abbia ancora imparato a vivere serenamente con l’animale e a considerarlo, a seconda delle necessità personali, un regalo infiocchettato o un oggetto senz’anima da maltrattare.
Condannare a morte i cani randagi di Scicli, per nascondere le reali responsabilità del comune e della procura in questione, ritengo sia una forma di “randagismo culturale” che testimonia il fallimento della prevenzione e dell’applicazione delle leggi a tutela dei nostri amici.
Credo che la natura restituisca sempre la sofferenza subita e mi auguro che proprio dal sud, teatro della tragedia e dell’alto numero di cani randagi, arrivino segnali incoraggianti di speranza e di cambiamento.
“Biagio invita Lilli da Tony e Joe, amici pizzaioli napoletani. I due sono entusiasti della nuova fidanzatina del vagabondo. “Stasera menù speciale per Biagio,” dice Tony a Joe. “Due spaghetti al dente con polpettine di carne.” Che cosa chiedere di più di una cenetta a lume di candela, rallegrata dal canto e dalla fisarmonica di Tony e dal mandolino di Joe.
Dolce sognaaar…
Barbara Fontanesi
Italia 0 Inghilterra 3
March 12, 2009 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
Nel giro di due soli giorni le nostre squadre impegnate nella Champions League si sono ritrovate fuori dai giochi.
La sfida tra i club inglesi e quelli italiani ha emesso un verdetto inequivocabile: Italia 0 Inghilterra 3.
Eppure, al cospetto di questo, nessuna tra Juventus, Inter e Roma ha nulla di cui vergognarsi, tutte sono uscite a testa alta e soprattutto con qualche rimpianto di troppo per quello che poteva essere e non è stato.
I club londinesi Chelsea ed Arsenal hanno avuto la meglio rispettivamente su Juventus e Roma, mentre il Manchester United, detentore del trofeo e campione del mondo per club in carica, ha avuto ragione sui campioni d’Italia dell’Inter.
In questi stessi giorni il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo sulle sue colonne, da poco aperte anche allo sport, sulla crisi del sistema calcio nel nostro Paese.
Il confronto con l’Inghilterra è continuo e spesso impietoso.
Gli autori dell’articolo sostengono che il declino del calcio italiano sia stato inesorabile dagli anni ’90, nonostante la parentesi della vittoria dei campionati dei mondiali di calcio da parte della nostra nazionale nel 2006.
Prima il campionato italiano era ambito e tutti i più grandi giocatori spingevano per venire a giocare nel nostro Paese, vere e proprie stelle come Diego Armando Maradona o Zinedine Zidane.
Oggi al contrario, il campionato più ambito per le star del pallone, è senza dubbio la Premiere League.
Nonostante il calcio in Italia sia ancora lo sport più popolare e seguito, gli stadi sono obsoleti e invece di essere di proprietà dei club, come avviene nel Regno Unito, sono di proprietà delle istituzioni locali, le quali hanno poco interesse ad investire per l’ammodernamento degli impianti.
L’Arsenal invece, ha inaugurato l’Emirates Stadium a nord di Londra nel 2006, dopo aver investito circa 400 milioni di dollari per il sontuoso progetto.
Gli stadi in Inghilterra sono strutture polifunzionali che consentono alle squadre di ottenere introiti non solo dalla vendita dei biglietti delle partite casalinghe, ma anche dall’indotto che ruota attorno ad uno stadio moderno, il cui core business è l’avvenimento calcistico, ma non rimane l’unica fonte di guadagno per il club.
Il paragone continua incalzante e, ovviamente, sempre a nostro discapito.
In compenso ai prossimi mondiali di calcio che si celebreranno in Sudafrica nel 2010, la federazione inglese per riuscire a riportare il titolo mondiale alla squadra di Sua Maestà, ha chiamato un allenatore, incredibile ma vero, italiano: Fabio Capello.
Norman di Lieto













