Kureishi e il suo “Something to tell you”
February 17, 2009 by admin
Categoria: terza pagina
Quando si entra in libreria in questi nostri tempi travagliati è facile fare conoscenza con romanzi che non valgono nulla.
Il vuoto assoluto è spesso il protagonista dei libri che vanno nelle classifiche italiane.
Cosa offre la letteratura dei nostri giorni: pseudo inchieste giornalistiche di facile sensazionalismo, ritratti autobiografici di mezze calzette uscite dal mondo della Tv, spaccati di vita di “attricette” dall’alzata facile, o calciatori miliardari che ci raccontano le loro prodezze fuori dal campo di gioco.
E poi, ogni tanto qualche romanzetto di solito “strappacore” che si trasforma facilmente in film dove è difficile stabilire se è più scarso il libro o il film.
Ogni tanto, in mezzo a questo campo di pochezza si erge per fortuna qualche campione: un Umberto Eco che è sempre un bel leggere, una Dora Lessing che coinvolge pagina via pagina, un Hanif Kureishi che dal suo primo libro: “Budda delle periferie”, non sbaglia un colpo e ci porta con la sua prosa moderna e un pò alla Celine nella Londra di oggi, da sempre la capitale del mondo che guarda avanti.
E proprio l’autore anglopachistano è arrivato in Italia con la traduzione del suo ultimo lavoro: “Ho qualcosa da dirti” ( “Something to tell you” in originale ), uscito per i tipi della Bompiani.
Un bel libro, con una storia d’amore che finisce e riprende sul filo rosso del sesso, il tutto condito da un pò di fetish, un pizzico di humour, qualche close up su Londra e tanta attenzione ai rapporti tra le persone.
Non diciamo altro a parte invitare chi ci segue alla lettura.
Bianca Fontanelli
Parigi, tra stimoli culturali e culinari
February 17, 2009 by admin
Categoria: world wide
Abbiamo trascorso un periodo di vita e scambio culturale nella capitale francese.
Parigi, insieme a Londra e Berlino, rimane una delle città più stimolanti del mondo.
Solo in questi centri, con l’aggiunta di New York, val la pena trascorrere il proprio tempo, anche quello libero. E’ inutile perdere tempo in posti esotici e senza gran storia, che non hanno nulla da trasmettere.
Parigi è arricchimento culturale ed aggiornamento, soprattutto su moda, design ed architettura.
Per i nostri lettori vogliamo dare qualche consiglio per vivere meglio nella ville lumière. Tre buoni ristoranti, innanzitutto.
Per chi vuole scoprire la nuova Parigi che si evolve e porta colori e sapori nuovi, le zone di Menilmontant, Belleville, la Butte Chaumont e la Villette, meritano alcuni giorni di dedizione assoluta.
In zona c’è anche il cimitero di Père – Lachaise, dove riposano i grandi della Comunicazione, come Molière, Balzac, Chopin, Proust, Jim Morrison. Proprio vicino al Lachaise, in Avenue Gambetta, 2 c’è la Brasserie “Le Saint Amour”, autentica, veloce, con piatti semplici.
Per chi vuole sentirsi un pò “STAR”, segnaliamo invece i ristoranti, entrambi in rue Gaillon, a pochi passi da place de l’Opéra, di cui è socio l’attore e regista Gérard Depardieu, gran bevitore e mangiatore, in Francia un’icona vivente.
Il più pretenzioso si chiama “La Fontaine Gaillon“, caro ed elegante. L’altro, a pochi metri, “L’ecaille de la fontaine” è specializzato in ostriche e frutti di mare, è più spartano, meno caro e ha una caratterizzante porta rossa all’ingresso. Ogni tanto fa capolino il divo Gérard, sempre con la battuta pronta e generoso nell’alzare un buon calice.
Terzo, ma non meno gradevole, in una stradina del Quartier Latino, rue Hautefeuille, si trova “Il Café de la Tourelle”, dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca degli esistenzialisti.
Si mangia molto bene e si beve meglio.
Consigliati il rognone, le lumache, “les terrines” e la “confit de canard”. In sala il patron, monsieur Robert e la moglie madame Cécilia, vi accoglieranno con un timido sorriso ( i parigini non sono mai troppo espansivi ).
Per completare due alberghi: uno buono “L’Hotel du Levant“, si trova in rue de la Harpe, zona Saint Michel. Un altro dimenticatelo, se lo trovate sui siti turistici, tipo Expedia.
Si chiama “Jardins de Paris Saint Germain“, attaccato allo storico Cafè de Flore, è approssimativo, caro, una piccola grande bufala.
Alfonso della Mura
Una crisi senza precedenti?
Della crisi economica mondiale ormai sappiamo tutto, come un effetto domino che dagli Stati Uniti, in maniera lenta ed inesorabile si è affacciata fino all’Europa e alla cara e ( vecchia ) Italia.
Si parla ogni giorno della crisi, di multinazionali che quotidianamente annunciano esuberi di personale, tagli e uscite dai loro asset strategici .
Da crisi della finanza, delle banche e di quei personaggi che popolavano Davos ( dove annualmente si celebra il World economic forum ), ora si è arrivati alla crisi che tocca l’economia reale, la vita di ogni giorno delle persone.
Non più numeri, percentuali, fondi internazionali, ora si rischia in concreto di fare i conti in maniera vera con questa crisi.
L’ultima stima da parte di Bruxelles, parla di 6.000.000 di nuovi disoccupati in Europa.
Il 2009 sarà un anno di transizione e poi, forse, dal 2010 questa crisi riusciremo a lasciarcela alle spalle e, puntualizziamo, forse.
Norman di Lieto
Giorgio Gaber, la straordinarietà di essere unico
February 8, 2009 by admin
Categoria: terza pagina
Alcuni anni fa, si spegneva Giorgio Gaber. La sua timidezza, la sua riservatezza e il fatto che fosse un uomo molto affascinante, lo rendevano un artista unico.
Aveva avuto la forza e la volontà, oltre a un naturale coraggio, di lasciare gli spettacoli televisivi per intraprendere una strada da solo, con la sua musica, i suoi testi e la collaborazione, di Sandro Luporini. Solo, nei teatri a dire la sua, a mandare a quel paese destra e sinistra, a parlare della vita, di sentimenti, di uomini e donne, di politica. Le sue parole e le sue musiche rimarranno immortali, come sempre accade ai veri artisti, che se ne fottono dei clientelismi e dei leccaculo. Tanti sono stati i suoi spettacoli di “teatro-canzone” e tanti sono i suoi testi indimenticabili. Citiamo a caso: “Far finta di essere sani”, “Destra e sinistra”, “Dilemma”, “Qualcuno era comunista” e tanti altri. Tutti coinvolgenti, mai banali, dotati di un guizzo, sempre, anche i più semplici. Il nostro Magazine vuole ricordare Gaber al di fuori dal coro e dalle date prestabilite per salutarlo, con sempre più ammirazione. Grazie Giorgio, quando ti ascoltiamo ci commuoviamo e ci capita sempre più di rado in questa società leggera e insipida.
Isabella Cammarano
Anoushka Shankar: artista che vi fa toccare il cielo
February 8, 2009 by admin
Categoria: world wide
A Londra, in zona Leicester, abbiamo avuto la fortuna e l’emozione di assistere ad un concerto di Anoushka Shankar. Indiana, bella, con occhi che ardono di carbone in movimento. E’ una musicista, di formazione classica, molto singolare. Suona il sitar, coniugando la musica dell’Oriente con l’Occidente. Ha ottenuto la nomination ai Grammy Awards. Ma non si ferma alla melodia, è anche raffinata scrittrice e sensibile attrice.
Un suo concerto è un’esperienza mistica, circondati magari dalla disciplina e partecipazione del pubblico inglese che, in situazioni come questa, rivela il suo appeal internazionale.
Che donna di sogno Anoushka. Credetemi, cari lettori, se vi capita di imbattervi in questa artista a tutto tondo, acquistate il biglietto, senza tentennamenti. A fine concerto, la vostra mente e lo spirito saranno più puliti e leggeri. E una segnalazione per gli amici uomini: attenzione è bellissima, di una venustà che ti entra nelle viscere e nell’aorta.
Pierre Monay Garaventa
Fabrizio De Andre’, da un diamante è nato un fiore
Una decina di anni fa moriva prematuramente, per un cancro ai polmoni, Fabrizio de André, Faber per gli amici. Dobbiamo affermare, con tranquillità, che non amiamo le commemorazioni. Crediamo che un essere umano, un artista in particolare, vada valorizzato da vivo, spesso le lodi post mortem sono solo mera ipocrisia. Flipmagazine, in questa commerazione, arriva adesso un pò in ritardo. Ma per certe persone il ricordo bussa spontaneo. Era dolce, scherzoso, divertente, compagnone. Per niente musone o artista triste, come a volte lo hanno descritto. Scriveva parole indimenticabili, che arrivano alle viscere, musiche che scuotono le spalle. Crediamo sia il più grande di tutti, nel suo campo, da sempre. Ha avuto la fortuna e l’abilità di avere una moglie intelligente e attiva, così il suo ricordo vivrà ancora per tanto tempo.
Cecilia Valle
La tv che ci piace
February 7, 2009 by admin
Categoria: cosa bolle in pentola
Lo abbiamo già ribadito più volte, la televisione italiana non ci fa certo impazzire. Eppure talvolta riusciamo ancora a trovare programmi che incontrano i nostri gusti “difficili”.
Uno di questi programmi è “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli, in onda ogni mercoledi intorno alle 23.30 ( sigh ) su Rai 2.
Il programma è dedicato ad avvenimenti o personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese e non solo.
Ha un taglio giornalistico e allo stesso tempo documenta anche con filmati o tg dell’epoca i fatti o i personaggi che sono protagonisti del programma.
Difficilmente ci sono state puntate noiose o poco interessanti, una delle ultime era dedicata a Fabrizio de Andrè, con ospite in studio la moglie Dori Ghezzi.
Tutto era ben fatto, ben raccontato e pronto a far commuovere il telespettatore.
L’unico neo della trasmissione, a nostro avviso, è l’orario in cui viene messa in onda.
Crediamo che sia uno di quei programmi che meriti la prima serata, più di tanti altri stupidari vari che ogni sera regolarmente ci propinano in “prime time”.
Alfonso della Mura









